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07/07/2014

ATEX: pannelli di rottura

La Direttiva UE delle norme "venting"

 

Noti anche col nome inglese ufficiale delle norme “venting”, sono pannelli a rottura programmata se sottoposti ad una pressione sulla loro superficie. Il dispositivo di scarico della pressione di esplosione deve funzionare in modo che l’impianto/ l’installazione su cui è installato non siano sollecitati al di là della loro resistenza alle esplosioni.

Si presenta così una sovrapressione di esplosione ridotta. La sovrapressione di esplosione ridotta (pred) è comunque più alta della pressione di reazione dei dispositivi di scarico della pressione di esplosione, che, normalmente, è di 0,1 bar. Il calcolo della Pred è eseguibile utilizzando le norme ad uopo pubblicate: normalmente, per utilizzare pannelli di più ridotte dimensioni, in particolar modo su serbatoi di ridotte dimensioni, la pred utilizzata è di 2,0 bar. Lo sfogo dei pannelli non deve a sua volta provocare pericolo: infatti esso genera pressioni e fiamme notevoli che potrebbero seriamente danneggiare la salute di chi ne fosse investito. Se ciò non è possibile, un’alternativa è l’utilizzo di pannelli “flameless”, cioè provvisti di filtri anti fiamma: il loro utilizzo deve però essere attentamente studiato, visto che detto filtro potrebbe venire otturato dalle polveri, se presenti, e, quindi, risultare inattivo al momento del bisogno.

Nel caso di utilizzo di questi pannelli, bisognerà anche provvedere alla compartimentazione dell’esplosione: infatti questa, vista la pressione generata, non si sfogherà solo attraverso il pannello, ma anche attraverso tutti i condotti aperti collegati al serbatoio protetto. Nel caso di un elevatore, ad esempio, si sfogherà anche attraverso i condotti di carico e scarico prodotto e l’eventuale tubazione d’aspirazione, portando l’esplosione a tutto quanto a questi collegato, come silo di stoccaggio e filtri: qui potrebbe generare una ben più violenta esplosione secondaria, con danni catastrofici.